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Rilievo digitalizzato nel Parco Storico del Ninfeo di Vadue Carolei (CS)

Un’esperienza formativa sul campo per i corsisti del Master di II livello in BIM Manager e costruzioni ecosostenibili – Edilizia 4.0 dell’Università della Calabria: il rilievo digitalizzato del Parco del Ninfeo tramite fotogrammetria e restituzione di una nuvola punti e di un modello mesh per successive elaborazioni BIM.

Sotto la guida del Prof. Ing. Giuseppe Fortunato, docente di Rilievo dell’Architettura nel CdL Ingegneria Edile/Architettura presso l’Università della Calabria e del suo collaboratore A. Miceli, i corsisti si sono cimentati in un’applicazione pratica dell’HBIM – Heritage Building Information Modeling – ossia la metodologia BIM applicata al patrimonio storico esistente.

La storia del Parco del Ninfeo

Il Parco Storico del Ninfeo è un complesso dal particolare valore storico, sito in frazione Vadue, nel comune di Carolei, in provincia di Cosenza. Il Parco comprende un’antica residenza nobiliare, probabilmente risalente al XVII secolo, prospiciente un cortile circondato da un’alta cinta muraria, una cappella privata ed il famoso ninfeo. Al piano basso del palazzo, un tempo, trovavano posto locali di servizio per la residenza quali magazzini, cantine ed un frantoio. La piccola cappella dedicata alla Madonna del Carmine separa il palazzo dal ninfeo: interessanti il portale in tufo locale ed il piccolo campanile a vela che la sormonta, ma la vera meraviglia del Parco è il Ninfeo.

La parola Ninfeo deriva dal greco Nymphaion, termine utilizzato per indicare luoghi di ristoro dotate di vasche colme di piante acquatiche in cui veniva praticato il culto delle Ninfe.

Il Ninfeo di Vadue è costituito da una sala voltata, in origine riccamente affrescata, antistante una vasca d’acqua quadrata. Al centro della vasca si pone un calice arricchito da figure antropomorfe. Sul lato opposto alla sala, in affaccio sulla valle sottostante, due colonne di ordine dorico chiudono il quadrilatero.

Gli affreschi originariamente presenti sulla superficie voltata sono ancora perfettamente visibili e raffigurano cornici, ghirlande e differenti scene mitologiche. Miti come quello di Dafne e Apollo, di Leda e di Europa rapita dal re degli Dei Zeus.

Il Ninfeo è straordinaria memoria del nostro passato. Conoscerne l’esistenza è sinonimo di rispetto verso ciò che siamo. Visitarlo è un atto d’amore verso la nostra terra.


Le attività di rilievo digitalizzato

Le attività hanno preso il via con una ricognizione delle principali funzionalità del software di restituzione digitalizzata utilizzato per la campagna. Si è optato per un rilievo basato su fotogrammetria, ne è conseguita la definizione del piano di acquisizione e dei principali accorgimenti da adottare in fase di rilevamento.

Ci si è spostati poi in sito, presso il Ninfeo, per avviare fisicamente la fase di acquisizione del materiale fotografico e di tutte le informazioni necessarie alla restituzione del manufatto.

Forte valore aggiunto: le criticità affrontate! I corsisti si sono cimentati nella risoluzione di problematiche rilevanti l’acquisizione fotografica del Ninfeo: il grado di esposizione luminosa di alcune parti, eventuali discontinuità geometriche consistenti, texture monocromatiche o trasparenti.


Rielaborazione in laboratorio

Al termine della campagna di rilievo, i corsisti hanno avuto modo di rielaborare il materiale fotografico e grafico prodotto in sito tramite appositi software di restituzione da fotogrammetria.

Un primo matching del materiale fotografico è servito alla generazione della nuvola di punti (point cloud) per poi trasformare quest’ultima in un modello mesh (mesh model).

Il rilievo digitalizzato ha prodotto un modello geometrico di riferimento per le successive elaborazioni. Quindi, si è avviata la fase di informatizzazione del modello ossia l’associazione diretta tra le informazioni a disposizione e le parti geometriche del modello.

Un’esperienza sul campo per testare con mano l’integrazione diretta tra le attività di rilievo e l’informatizzazione dei modelli BIM.

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